Questo è il primo blog di approfondimento sulle immatricolazioni di moto, scooter e ciclomotori. Vi spiegheremo le dinamiche di un mercato che nel primo trimestre dell’anno si è aperto con un andamento delle vendite fortemente negativo, un risultato che ha accomunato la maggior parte – ma non tutte – delle aziende. Le previsioni parlano di un anno complessivamente inferiore ai numeri del 2024 per le moto, complice anche l’effetto “km zero”, mentre gli scooter potrebbero migliorare i risultati dello scorso anno.
Quello che è successo nel 2024 è noto, ma occorre ribadirlo per meglio capire l’andamento dei primi tre mesi del 2025: l’ubriacatura delle targhe a “km zero” e dei super sconti ha mostrato un anno di ottimi numeri, con percentuali di miglioramento a doppia cifra per il totale delle immatricolazioni in generale e in particolare per le vendite delle moto. Per quest’ultima categoria si tratta dell’anno migliore in assoluto sin da quando (siamo nel 1957) sono state censite le registrazioni delle due ruote, mentre per gli scooter non è certo una stagione eccezionale, se pensiamo che per l’anno 2000 abbiamo avuto oltre 520.000 vendite per questa categoria. Per non parlare dei ciclomotori, che grazie alla spinta del cambiamento omologativo hanno visto chiudere l’anno in positivo, ma con numeri ormai risibili. I fasti del passato sono impossibili da ritrovare. Per dare un dato eclatante: nel 1980 si erano registrati 815.000 cinquantini, aggiungendo le immatricolazioni di moto e scooter si era sfiorata la cifra di un milione di pezzi, esattamente 976.500 esemplari immessi sulle strade.
Riconducendo i dati del 2024 a un ambito «normale» per il periodo, ovvero a immatricolazioni che per il mese di dicembre valgono storicamente circa 4.000-4.500 pezzi per le moto e 4.800-5.000 per gli scooter, avremmo comunque un miglioramento del mercato: lo potete vedere dalle tabelle qui sotto, che riportano l’andamento “ufficiale” e quello “corretto” secondo una prospettiva non drogata dai “km zero” ed elaborata dal team di analisi di 24hassistance.
Veniamo ora al mercato del primo trimestre, ricordando che i dati sono quelli forniti dal Ministero dei Trasporti e derivano dalle registrazioni delle varie Motorizzazioni. Vengono poi elaborati da Ancma, l’associazione dei Costruttori, per quanto riguarda la suddivisione tra costruttori nazionali ed importatori, e passano al setaccio di 24hassistance, depurati dalle re-immatricolazioni di vecchi modelli (sono 100 pezzi tra moto e scooter per questi tre mesi e sfiorano i 1.000 esemplari in un anno) e ordinati per differenti tipologie di moto e scooter.
Nel grafico potete apprezzare l’andamento del primo trimestre 2025 rispetto al 2021. Come si nota, sino al 2024 i primi tre mesi sono andati in crescendo per quasi tutte le categorie; la caduta degli scooter nel 2022 si deve alla mancanza generalizzata di prodotto giustificata dalle Case dai ritardi nelle consegne della componentistica (specialmente quella elettronica) dovuti allo strascico del Lockdown della pandemia Covid, una situazione che condizionerà il settore dello scooter per tutto il 2022.
Come abbiamo visto nel webinar, il mercato dei primi tre mesi del 2025 perde il 13,2% rispetto al 2024, le moto calano del 21,9%, gli scooter assorbono in parte il colpo e frenano la discesa con un disavanzo del 2,2% mentre è buio pesto per i ciclomotori che segnano un pesante -42,5%.
In queste tabelle sono inseriti i primi 50 modelli immatricolati nel primo trimestre e sono esclusi i ciclomotori. È una classifica che vede nella top ten ben sei Honda, con il consueto predominio della famiglia degli scooter SH nelle tre cilindrate, la presenza dei due scooter ADV della Casa giapponese seguiti dagli scooter “125 economy” di SYM, Piaggio e Kymco. Al decimo posto, ma prima tra le moto, la Honda Africa Twin, di poco davanti alla BMW R 1300 GS.
Nella classifica destinata alle sole moto la grande assente dalle prime posizioni è la Benelli TRK 702 X, che da dominatrice delle vendite è finita relegata al 16simo posto. Sul gradino più basso del podio un’altra enduro stradale, la Ducati Multistrada V4, mentre tra le prime dieci si affacciano le CFMoto MT 450 e 800. Da tener d’occhio le vendite della Honda GB350S, che in soli due messi ha messo a segno 432 pezzi.
Proseguiamo l’analisi del mercato, andando a confrontare l’andamento delle vendite della moto secondo la segmentazione elaborata dal centro analisi di 24hassistance. Segmentare sia il mondo della moto sia quello dello scooter (come vedremo più avanti) è fondamentale per capire come muoversi per prevedere le tendenze del futuro, per conoscere al meglio il nostro appassionato motociclista o scooterista.
La suddivisione in queste specifiche classi è così spiegata:
Qui sotto trovate il grafico che si riferisce al confronto delle varie tipologie tra il trimestre 2025 e 2024
Anche questa categoria deve essere necessariamente segmentata proprio per la varietà di proposte che accompagnano questo veicolo. Abbiamo suddiviso il mercato scooter in sette classi, tenendo in considerazione la cilindrata di 125 cc, la presenza di ruota alta o bassa per i modelli over 125 cc, la destinazione “avventurosa”, l’immagine classica e l’adozione di un motore elettrico.
Qui sotto il grafico che mette a confronto le vendite del primo trimestre 2025 delle sette tipologie degli scooter con l’analogo periodo del 2024.
Il numero dei motociclisti e degli scooteristi è in costante aumento nel nostro Paese (il primo per vendite due ruote in Europa). Oltre all’evidenza del traffico delle nostre città e la presenza delle due ruote negli affollati parcheggi, lo certifica il maggior numero di patenti A e A2 che vengono conseguite: nel 2023 ne sono consegnate il 7% in più rispetto al 2023, per un totale di 260.000 permessi. Dieci anni fa eravamo a quota 170.000.
Un altro indicatore del cambiamento del mercato è direttamente collegato alla mobilità cittadina: secondo uno studio ACI-Comune di Milano la quantità di moto e scooter che circolano per la capitale lombarda è aumentato, dal 2013 al 2023, del 23%, percentuale che corrisponde a 192.635 mezzi. Sicuramente sono tutti usati per raggiungere il lavoro o muoversi da un capo all’altro della metropoli; quindi, mezzi decisamente utilitari dove la mobilità personale amplifica l’effetto positivo legato alla pandemia del Covid. Da considerare che il pur sempre rilevante «circolante» delle auto è rimasto stabile nei numeri: 701.443 quattro ruote nel 2023, 701.301 nel 2013. Questi numeri certificano ulteriormente il maggiore slancio verso l’uso di moto e scooter.
Il mondo della moto sta mutando verso una maggiore frammentazione dei modelli e delle categorie. A fianco delle aziende «tradizionali» c’è la presenza di quelle emergenti della Cina e dell’India, industrie che stanno cavalcando il cambiamento, adeguandosi velocemente e con grande flessibilità alle richieste degli utenti, alle condizioni economiche del momento e lasciandosi alle spalle il concetto di veicoli solo a basso costo, minima qualità e scarsa affidabilità. A loro, più che alle aziende europee, dobbiamo dire grazie per questa maggiore diffusione delle due ruote.