È innegabile, le donne che usano la moto sono sempre di più, basta guardarsi intorno.
Ancma, l’associazione dei costruttori e degli importatori, rileva una "quota rosa” del 25% sul totale di oltre 10 milioni di guidatori che utilizzano le due ruote.
Il dato appare sin troppo ottimistico, ma formalmente coerente visto che nel conteggio si considera anche il possesso del veicolo, cioè il proprietario che compare sul libretto di circolazione: “Mia madre di 92 anni è una motociclista. Lei ha la mia moto!”
Più realisticamente, la cifra corretta si avvicina a una quota inferiore al 10% sulla totalità dei motociclisti, mentre siamo prossimi al raddoppio della percentuale quando si conta unicamente chi usa lo scooter o il ciclomotore; comunque, la presenza delle “donne in moto” è decisamente migliorata dallo “zero virgola” che accompagnava le statistiche di vent’anni fa.
“Mi sento, sono una motociclista?”
L’universo delle donne in moto si potrebbe accompagnare a un consumato cliché, quello stereotipo di genere usato per etichettare le motocicliste: “Essere diverse dalle altre donne” - “Aggressive nel look, nell’abbigliamento” - “Desiderose di rivalsa verso l’uomo, pur se imitative delle scelte maschili” - “Voglia di libertà, avventura, emozioni” eccetera eccetera…
I fattori che spingono le donne verso le due ruote oggi sono altri: riguardano passione, ricerca di sicurezza, leggerezza. Le esigenze al femminile non sono così diverse da quelle dei maschi motociclisti, ma meritano attenzione specifica.
Nasce così, la necessità di conoscere e valutare meglio come sia cambiata l’attenzione delle donne verso la motocicletta e quanto sia possibile intercettare e incoraggiare questo potenziale mercato.
Ancma ha quindi promosso l’indagine e l’ha affidata a BVA Doxa, il più famoso e accreditato istituto italiano di ricerche di mercato e sondaggi di opinione.
Lo studio di Doxa si basa su 610 interviste.
La ricerca ha coinvolto
“Non esistono moto da donna”
L’aumento del numero delle motocicliste è sicuramente dovuto al diverso avvicinamento culturale alla moto, che coincide con la voglia di abbandonare il ruolo di passiva passeggera per diventare pilota, ma una solida spinta viene dall’allargamento della base dovuto alle ragazze che usano lo scooter.
Vorrei, però, escludere il fattore “sociologico” che formalizza questa ricerca. È certamente un aspetto fondamentale, senza il quale non si possono vedere le barriere all’ingresso del mondo moto alle donne, ma credo che i nostri amici concessionari siano interessati alle scelte più “pratiche” delle motocicliste, ovvero le caratteristiche che devono avere le “loro” moto e le motivazioni che accompagnano questa scelta.
Nel passato certi modelli sposavano quel cliché che veniva usato per identificare le donne in moto: le più gettonate erano le Ducati Monster e le Harley-Davidson Sportster 883. Queste moto potevano soddisfare varie richieste, come le prestazioni (Ducati), la popolarità del marchio (H-D), l’altezza della sella adeguata (sempre H-D) e un rumore coinvolgente (entrambe).
Per eliminare possibili variabili, partiamo da un presupposto: NON ESISTONO MOTO DA DONNA! Questa affermazione è condivisa nella inchiesta di Doxa da oltre il 55% delle intervistate, comprese passeggere e scooteriste. Oggi abbiamo motociclette che possono più o meno piacere alle donne; al limite essere più indicate, per prestazioni e dimensioni a un approccio ancora acerbo in fatto di esperienza di guida: ma questo vale per tutti quelli che iniziano con le due ruote.
| categorie | Sicurezza | Ergonomia | Peso contenuto | Altezza sella |
| motocicliste | 46% | 41% | 39% | 46% |
| scooteriste | 44% | 41% | 47% | 45% |
| passeggere | 47% | 46% | 42% | 42% |
| prospect | 39% | 36% | 40% | 30% |
| categorie | Potenza contenuta | Assistenza post vendita | Design | Accessori |
| motocicliste | 16% | 23% | 20% | 22% |
| scooteriste | 19% | 29% | 15% | 18% |
| passeggere | 21% | 22% | 28% | 26% |
| prospect | 15% | 19% | 24% | 17% |
Commento
Chi ha già una moto o chi la vuole guidare per la prima volta, praticamente, mostra le stesse necessità. Le percentuali delle varie esigenze sono diverse tra le categorie: l’altezza della sella è quella che maggiormente interessa le motocicliste, che hanno già esperienza della guida; il concetto del peso "contenuto" detta legge sia per le scooteriste sia per le potenziali motocicliste; la sicurezza è quello che vogliono le passeggere, ma è anche una importante necessità del resto del gruppo.
La ricerca delle prestazioni non è tra le priorità, mentre chi ha visto il mondo dal sellino posteriore si appassiona di più al design rispetto a una motociclista vera e propria; ancora meno è l’interesse per lo stile da parte di una scooterista, che sicuramente bada alla praticità. Post-vendita e assistenza sono maggiormente nei pensieri di chi usa lo scooter, per poi diminuire progressivamente tra le altre categorie. La presenza di accessori è richiesta dalle passeggere, magari coinvolte nei viaggi di turismo (borse e bauletti); per le “prospect” è ancora troppo presto per pensare ai prossimi accessori.
| Categorie | Costo veicolo | Peso | Difficoltà di guida | Costo mantenimento |
| scooteriste | 34% | 29% | 28% | 27% |
| passeggere | 31% | 12% | 8% | 16% |
| prospect | 45% | 12% | 11% | 29% |
Commento
Cosa limita, addirittura impedisce, l'acquisto di una moto a chi non è ancora una motociclista? Le risposte che hanno avuto maggiore impatto riguardano i costi di acquisto e mantenimento del mezzo. Il peso è una questione rilevante per le scooteriste, al pari delle difficoltà della guida di un veicolo, proprio perché hanno già avuto esperienza della guida delle due ruote, considerazione ritenuta non importante per le altre due categorie, che non possono avere una immediata idea su questo aspetto.
Una valenza importante nella inchiesta Ancma-Doxa emerge dal rapporto che le donne hanno con gli addetti al lavoro, ovvero chi si relaziona con loro in concessionaria. Più di una intervistata, racconta di non essere inizialmente stata presa in considerazione dai dealer. Letteralmente: “Trattata con sufficienza e scarsa serietà rispetto ai clienti di sesso maschile" - "Addirittura sconsigliata all’acquisto della moto, meglio lo scooter” - “Presentandomi nella concessionaria con un amico, si rivolgevano a lui anche se la moto era per me”. C’è la necessita di poter interloquire da pari a pari, ma non sempre si ha la medesima disponibilità all'ascolto da parte del dealer: l’esperienza narrata insegna che per avere maggiore credibilità è meglio presentarsi accompagnate da un uomo, anche nel caso dell’acquisto di un semplice scooter.
C'è da dire che la presenza delle donne che occupano vari ruoli - da quelli direttivi, alla vendite, all'officina - è sempre più rilevante nelle strutture delle concessionarie e affidata non sola alla seconda o terza generazione dei figli dei titolari: siamo davanti a delle professioniste che sanno fare il loro lavoro nel migliore dei modi.
@Post-scriptum: una moto per le donne, ma non solo...
Un lato della ricerca Ancma-Doxa muove una ulteriore riflessione: le esigenze, le richieste e le perplessità, che emergono “al femminile”, non sono così lontane da quanto cerca chi si avvicina per la prima volta a una moto. Si vuole un veicolo che dia sicurezza e non spaventi (sella bassa, peso limitato), che abbia prestazioni non impegnative (quindi cilindrata ridotta), che mostri un costo abbordabile. Sintetizzando il tutto, siamo davanti a quelle moto che hanno una cilindrata di 350-500 cc, dal limitato prezzo di acquisto e dal ridotto impegno economico nell’usarle (basso consumo e minima manutenzione). Sono modelli che aprono la strada (o riportano sulla strada) verso i nuovi (e vecchi) motociclisti.
Queste categorie di neofiti, al femminile e al maschile, possono davvero allargare il mercato della moto: le case motociclistiche devono fare la loro parte (proporre modelli adeguati, lavorare sul marketing), i concessionari offrire giusta attenzione e completo servizio a questi nuovi piloti.